Omaggio a Marco Solfrini, amico Dinamico

marco

Caro Marcone,

                           quando una storia finisce, la reazione più adeguata che conosco è il silenzio, dentro al quale lascio affiorare le “perle” che hanno contraddistinto l’avventura.

                   A 21 anni, avevi accolto in piena curiosità e disponibilità il mio invito a frequentare il corso di Dinamica Mentale, che poi applicasti costantemente e del quale desti pubblica testimonianza, al punto da suscitare l’interesse dell’allenatore della Nazionale, Sandro Gamba e di un giornalino molto in voga, all’epoca, l’Intrepido.

                   Sapevamo bene cosa voleva dire essere un “gruppo” e ciò non tanto perchè ci trovammo a farne parte, ma perchè lo costruimmo, letteralmente da zero e dalle ceneri nelle quali era caduto, tu, Fabio, Filippo ed io. E quello che ci accadde, a Reggio Emilia, fu una delle più belle e meravigliose esperienze che uno sportivo possa vivere; poco ci importava che nessuno sapesse cosa avevamo fatto; lo sapevamo noi, e tanto ci bastava. E provammo sulla nostra pelle che a volte i sogni, anche quelli impossibili, possono realizzarsi, basta giocarsela fino in fondo e non mollare mai.

                      Adesso che sei di là, se ti capita, fai presente che di qua non va tutto male; c’è ancora qualcuno che lavora per dare un senso alla vita, come hai fatto tu.

                      In bocca al lupo, amico mio.

                                                                                             Carlo

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