“Pensieri senza scarpe”: la parola ai lettori

pensieri senza scarpe originale

Qui di seguito, alcune testimonianze da parte di chi ha letto il libro.

Se vuoi mandarci anche la tua, puoi inviarla a istitutoserblin@villaggioglobale.com

Per avere il libro (€ 10,00), scrivere a istitutoserblin@villaggioglobale.com

Vicenza, il libro si trova presso le librerie Galla, corso Andrea Palladio n. 11 e Traverso, corso Andrea Palladio n. 172.

Ad Arzignano (VI), presso la libreria Mondadori, via Rizzetti n. 4

Schio (VI), presso la libreria Bortoloso, Piazza A. Rossi n. 10.

Camporovere di Roana (VI), presso “Casatanzerloch” da Gil, via 8 Agosto n. 201.

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Pensieri senza scarpe” di Carlo è un cammino personale e collettivo che ci arriva con semplicità e chiarezza.
Si può cogliere la dolcezza intima che Carlo custodisce nel suo cuore ma che ci dona da sempre.
Tra le righe si può sentire la voce di Marcello che dice ‘ognuno è libero di amare… e di amarsi!
Un tascabile che tiene compagnia. Grazie🙏.

                                                                                                    Irene Pulzoni – Coazze (TO)

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I pensieri senza scarpe mi accompagnano nella borsa, nello zaino, in tasca e nella pancia.
C’è per ogni momento una vitamina adeguata che mi dice tanto.
Basta aprire il libro?
Sì, ma diventa magia solo se si è disposti a riceverla. O almeno a custodirla al caldo.

                                                                                                  Lucia Ravasio  – Cassago (LC)

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PENSIERI SENZA SCARPE: l’immagine di una strada… due piedi nudi a contatto con il terreno… a fianco un paio di scarpe…
La prima impressione che ho è la sensazione del contatto con la “terra”; subito dopo una frase mi rimbalza in mente: “i piedi per sentire e le scarpe per camminare, per fare”. Sentire e Fare.
Mi sovviene l’immagine di quando, da bambino, alla vendemmia pigiavo l’uva con i piedi. Mio nonno diceva: “uno dei rari casi in cui si fa bene una cosa con i piedi…”
Andando oltre il frontespizio ed addentrandomi nella lettura capisco perché mi sia venuta alla mente l’immagine della vendemmia. Il vino come sintesi di cura e attenzione alla vigna e alla trasformazione… i pensieri senza scarpe come il nettare dall’uva.
I brevi pensieri si prendono il tempo di entrare in te e di espandersi. È proprio come bere del buon vino… ne versi un bicchiere in una coppa ampia che lo fa respirare, lui si riattiva e poi lo gusti a  piccoli sorsi. Questi pensieri sono come quei sorsi. Il vino prima lo odori e ne intuisci l’imminente incontro gustativo.. poi lo gusti e ne cogli l’intensità, i sentori… la SINTESI di STAGIONI di cura e attenzione alla VITA. Poi il nettare scende e ti pervade; lì quei pensieri senza scarpe catalizzano i tuoi pensieri… e riemerge il tuo di vissuto… insomma un viaggio avvolto nella meraviglia, quella meraviglia che ti fa crescere.
Vorrei ringraziare Carlo per averci offerto con questa sua apertura un’occasione di ascolto e di viaggio anche dentro di noi.
La struttura dei PENSIERI mi arriva come la sintesi di passaggi di Vita, momenti di riflessione e momenti di consapevolezza nelle tappe di Sviluppo Personale.
Carlo mi ha fornito un’occasione ulteriore per poterlo conoscere meglio. Non per catalogarlo o per dire “Ok ora so chi sei”, ma per cogliere la ricchezza che c’è dentro e che alimenta in me la voglia di continuare a conoscerlo meglio.
PENSIERI come gocce di olio essenziale.
La distillazione parte da un volume consistente di fiori, foglie, arbusti… insomma “tanta roba” che potremmo leggere come VITA, e alla fine del processo si estraggono piccole gocce che in esse portano l’essenza.
Metti una piccola goccia di olio essenziale di pino mugo sul dorso della mano,  falla riscaldare massaggiandola delicatamente, poi avvicinati ed inspira… cosa senti? Per un istante è pino mugo ma subito dopo ciò che senti è l’intero bosco…
Pensieri senza scarpe… pensieri di essenza che si espandono in noi facendo emergere boschi di storie infinite. Storie di vita vissuta e consapevolezze per la progettazione della vita che ci accingiamo a VIVERE.

                                                                                              Luca Girardini – Pordenone

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dalla presentazione del 15 dicembre 2018.

Io c’ero.
Oggi è stato un giorno di FESTA.
Si sentiva già nell’aria stamattina quando sono partita che sarebbe stata una giornata Speciale.
Siamo arrivati in un discreto numero, da molte parti d’Italia, per la presentazione del libro di Carlo.
Vitamine per il pensiero laterale. Nucleo attrattivo della giornata un libro di frasi-pensiero.
Ma quello che si respirava era proprio quello di voler festeggiare il successo di uno….. uno di noi folli sognatori che condividono tecniche mentali, e poi saremmo tornati ognuno a casa sicuramente con il libro e con il piacere del rivedere e re-incontrato tante persone che non si vedevano da tempo. Veramente da tempo. Qualcuno non lo vedevo da anni, ma sono sempre preziose le condivisioni vere.
Ancor prima di iniziare la presentazione l’aria di festa in sala si respira.
Gruppetti di persone che si salutano, si abbracciano, stupore, gioia…. si! è già festa!
Tra i relatori si parla di queste vitamine e per una frazione di tempo, non so quanto, sono catapultata nella corte di casa di mia nonna.

La MIA amata nonna. Donna silenziosa, pochissime parole. Vita contadina. Vedova e madre di otto figli. Faro e rifugio della mia infanzia/adolescenza.
C’erano degli appuntamenti immancabili in cui si partiva un sabato di settembre alla mattina prestissimo per la vendemmia. Si andava tutti. Non importava se durante l’anno tra fratelli si erano visti o sentiti o se c’erano state discussioni o condivisioni. A settembre si andava punto e basta! Cosi, da quando era morto mio nonno. 
Ognuno lasciava la quotidianità, e da vari paesi vicini o lontani si andava da mia nonna. Ho pochi ricordi della giornata se non che ci era concesso di salire sul trattore guidato da mio zio; prima di iniziare a lavorare ci caricava tutti nel carro e ci portava a fare un giro tra le viti.
Per noi era l’eccitante inizio di una giornata di giochi e libertà . Tutti gli adulti erano nel vigneto, anche alcuni vicini di casa venivano ad aiutare e noi eravamo 18 selvaggi scatenati padroni della intera casa e del cortile. Mia nonna passava tutta la giornata in cucina perché poi, dopo il lavoro, iniziava la festa.
Ci diceva “bisogna fare e celebrare”. Donna di chiesa, credente e praticante. Era molto legata ai riti. E anche questo era un appuntamento sacro. Tutta la famiglia riunita, dove almeno per un giorno si appianavano le questioni, i sospesi, i non detti…. si stava tutti assieme e si festeggiava. Cosa? Il vino? Mah….
Fare e celebrare intanto. Non lo potevi sapere subito se il vino era buono. Bisognava aspettare… ma intanto era festa.
Un altro appuntamento ufficiale poi era il giorno dei morti. Dove ci si ritrovava di nuovo, TUTTI, i grandi per assaggiare il vino nuovo (che poi rimaneva allo zio) e noi a bere delle tazze di brodo da pentoloni enormi. Brodo come medicina per l’anima, era un condensato di Amore, galline di corte, verdure dell’orto e un qualcosa di magico che lo rendeva unico. Altro giorno di festa per noi piccoletti. 

Ho in mano un libretto di Carlo con dedica, e finché vado verso la macchina cerco di riordinare i pensieri….
Ma dove sono stata? La sacralità dei riti! Celebrare i momenti nonostante il risultato. Ecco forse cosa ci manca nei centri. Tanto fare e poco celebrare….
”eh ma ci sono pochi e faticosi risultati cosa festeggi a fare?”
Festeggio che ci sono, che parto per andare ad ascoltare la presentazione di un libro e me ne torno a casa a casa con le vitamine di mia nonna, con la nostalgia del brodo e la curiosità: Chissà com’era poi quel vino?….
E tu che emozione hai provato?

                                                                                                             Greta Perobello – Vicenza

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“Pensieri senza scarpe”

Carlo Spillare è un innamorato della vita che continua a seminare, a condividere e ad amare il genere umano nonostante tutto e tutti e nelle sue notti insonni scrive per sé e per noi i suoi pensieri senza scarpe, altrimenti dette vitamine naturali per il nutrimento di cuore, mente e anima. Li scrive per aiutarsi ed aiutarci a sopravvivere in questo villaggio globale con le schizofreniche sollecitazioni quotidiane.
Questo libro lo rappresenta appieno, è essenziale, senza fronzoli, semplice da leggere… anche se forse a volte non semplice da digerire.
Brevi frasi che entrano nel cuore e nello stomaco provocando tumulti e scombussolamenti, che se vuoi ti fanno mettere in discussione oppure puoi scegliere di  farteli scivolare via.
Quando mi hanno chiesto di presentare la giornata ho risposto di getto subito sì con gioia ed entusiasmo, poi sono arrivate le preoccupazioni… sarò all’altezza di presentare qualcosa di così prezioso per lui e per noi?
Poi ho letto in anteprima la vitamina 8 :

“Pensiero sciemo”

E’ meglio essere
imperfetti colorati
piuttosto che
perfettamente grigi

 

Così mi sono preparata, ho condiviso la mia voglia di esserci con alcuni amici e in 8 siamo arrivati da Trieste. Ero emozionata, orgogliosa, felice, entusiasta di questo nuova esperienza e per quanto Carlo ha desiderato condividere attraverso questo suo scritto mostrandoci il suo cuore profondo.
Provo sempre tanta gratitudine verso la vita per questi incontri speciali che ho fatto e che hanno segnato, segnano e segneranno il mio cammino di sviluppo personale.
E’ stata una giornata ricca di emozioni, piena di gioia e vissuta con persone che amo e che stimo profondamente e che considero come le mie radici,  spiegando così la mia presenza dopo più di vent’anni di marciapiede con il pensiero senza scarpe  n. 36:

“ Radici “

A rispettare le radici
ti ritrovi dentro qualcosa
che era DENTRO di loro
e che ha fatto diventare grande
la loro quercia.
Quale onore e privilegio…

 Ringrazio Carlo che continua a “ gettare le reti, come se fosse la prima volta…”, lo ringrazio perché mi insegna a non arrendermi, a credere profondante in quello che faccio e lo ringrazio per mille altre cose compreso l’onore che mi ha fatto di affidarmi la presentazione del suo ultimo lavoro,
ringrazio Patrizia per essere la mia amica colibrì con sempre una goccia d’acqua nel becco da dare…
ringrazio gli amici di Trieste che mi hanno accompagnato e che condividono quotidianamente con me le gioie e i dolori del seminare…
ringrazio Giacomo, il mio nipotino nato da poco, per la pace che infonde al mio cuore…
Chiudo infine con il pensiero senza scarpe n. 33:

“Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”

Nel tempo dedicato agli altri
non voglio stare con talenti presuntuosi:
non mi insegnano niente.
Voglio stare con i talenti umili,
animati da atteggiamento mentale positivo
e amore per sé stessi e gli altri:
da loro imparo sempre.

                                                                                                                                                                                             Susanna Abatangelo – Trieste

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